Le tipiche chitarre indiane: strumenti musicali originali

chitarraLa musica indiana ha suoni molto particolari, che la rendono assai diversa da quella occidentale. Per poter eseguire le complesse melodie indiane è necessario avere a disposizione appositi strumenti, che consentono di ottenere suoni glissati e particolari, alcuni molto simili a quelli ottenibili con la tecnica slide utilizzata nel blues del nord America. Sembra per altro che il blues abbia preso questo tipo di suono proprio dall’India. Ci riferiamo alla chitarra indiana al plurale perché esistono delle chitarre molto antiche, che fanno parte della tradizione indiana sin dal XIII secolo, come il Sitar o il Surbahar. In più verso la fine del XX secondo, a partire dal 1950, è nata anche una chitarra indiana che ricorda molto da vicino quelle europee, con l’aggiunta di alcune corte atte a dare vita alle tipiche sonorità indiane.

Il Sitar e il Surbahar

Il Sitar è anche detto liuto indiano e una forme molto caratteristiche, che rendono questo strumento del tutto riconoscibile. La cassa è costituita da una mezza zucca cui è collegato un manico molto lungo e ampio, con numerose corde sottili, anche più di 20. Il surbahar è un sitar molto grande, che viene suonato nel medesimo modo. Le corde sono posizionate in due serie sovrapposte; quelle superiori vengono toccate direttamente dal suonatore, che indossa un apposito anello in metallo, detto mizrab; la vibrazione delle corde sovrastanti, che in genere sono meno di 10, consente la vibrazione anche delle corde sottostanti, che possono essere fino a 13. Il risultato è un suono molto particolare, particolarmente ricco di assonanze. Il suono del surbahar è molto simile a quello del sitar, ma molto più basso; questa particolare chitarra indiana possiede due casse armoniche, una più grande, costituita da una zucca dalle forme particolari, la seconda creata con mezza zucca. Ancora oggi queste particolari chitarre indiane si producono utilizzando zucche di particolari varietà, che vengono svuotate, lasciate asciugare al sole e quindi verniciate con apposite sostanze che le rendono dure e resistenti.

La chitarra indiana moderna

Il contatto dei chitarristi indiani con l’occidente è avvenuto in modo importante solo dopo il 1950. Proprio in quel periodo un chitarrista, il cui nome è Mohann Veena, decise di dare vita ad una nuova chitarra indiana, per renderla più simile a quelle europee. Il primo strumento di questo tipo è stato utilizzato nel corso del 1968; per altro in quel periodo anche molti chitarristi europei erano particolarmente interessati alla musica indiana e al suono del sitar, come infatti è avvenuto per George Harrison dei Beatles. La chitarra indiana moderna, che viene chiamata anche con il nome del suo ideatore, è una sorta di ibrido tra un sitar e una chitarra europea. Si tratta infatti di uno strumento completamente in legno, di dimensioni minori rispetto a un sitar, dal quale ha ereditato il numero e la disposizione delle corde.

Le corde della chitarra indiana

Stiamo parlando quindi non di 4-6 corde, ma di numerose corde, poste in ordini separati. Le 4 corde principali sono dette corte della melodia, sono quelle che producono il suono principale dello strumento  si suonano utilizzando un apposito oggetti in metallo, pietra levigata o vetro. Accanto ad esse sono disposte altre due corde, chiamate Chikari. Esiste poi un terzo ordine di corde, che possono essere anche più di 12, posizionate sotto alle precedenti, o anche lateralmente. Appare chiaro che la tecnica utilizzata per suonare questo tipo di strumento è decisamente molto più complessa rispetto a quella utilizzata per una chitarra contemporanea europea.

Come si suona la chitarra indiana

La chitarra indiana si suona utilizzando le antiche tecniche usate per il sitar e per gli altri strumenti a corda indiani più antichi. Come prima cosa stiamo parlando di strumenti più grandi rispetto ad una chitarra europea, questo porta alla necessità di suonarli da seduti, possibilmente a terra con le gambe incrociate. Questa posizione permette di sostenere la cassa armonica della chitarra con il grembo, permettendo comunque al chitarrista di non sentire il peso dello strumento. Il chitarrista deve inoltre avere a disposizione un apposito plettro, in genere in metallo sagomato, da utilizzare con la mano destra, quella che pizzica le corde. Visto che stiamo comunque parlando di uno strumento nato pochi decenni orsono, si deve considerare il fatto che le tecniche di utilizzo subiscono ancora oggi leggere variazioni.

Posted on by andrea in Musica

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi